E' così, dicono persone a Lui vicine, che Sua Bassezza Silvio Pompetta I° definisce tre fra i suoi più fidati ex collaboratori, ormai provvidenzialmente scomparsi dai nostri incubi televisivi, tali cicchitto, brunetta e sacconi.
Ci ha messo così tanto l'astuto amico di Gheddafi, nonché di Putin?
L'avesse chiesto ad uno di noi glielo avremmo chiarito subito, ci era bastata qualche loro comparsata televisiva per sgamarli impietosamente.
Ma tant'è, si sa che gli uomini della Provvidenza non sbagliano mai.
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mercoledì 5 dicembre 2012
Inutili, incapaci e indigenti
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martedì 16 agosto 2011
Bon ton ministeriale
lunedì 18 luglio 2011
Se questi
Se questi sono ministri...
Guardate questi tre disgraziati, un giorno si sono sentiti dire "ué pirla, ti faccio ministro, kribbio! Cuntènt? Dammi il cinque... inteso come mano!", che nel frattempo i tre avevano portato al portafoglio ma che , stupìti, dirottarono prontamente verso quella che veniva loro offerta.
Ognuno studiò la sua parte: chi si preparò sul come mandare ispettori nelle Procure, chi come apparire invisibile nei rapporti internazionali e l'ultimo, il più sfigato, sul come sfanculare i dipendenti pubblici.
Questa bella fiaba è andata avanti per tre anni senza che alcun cittadino si accorgesse di loro e del loro operato e tutto faceva prevedere un felice prosieguo di questa soporifera attività, quando il boss si accorse di aver commeso troppe ca**ate in un troppo breve periodo e, per sviare l'attenzione pubblica, si accanì proprio su di loro utilizzandoli nel giochetto delle tre carte (sapete, quello dove l'imbroglione manovra sotto i vostri occhi tre carte e voi non riuscite mai a capire dove minkia stà quella che avevate adocchiato).
Ed eccoveli qui, i tre tapini, ripresi nell'ultimo sorriso, poco prima di essere aggrediti dal frullatore nano.
Guardate questi tre disgraziati, un giorno si sono sentiti dire "ué pirla, ti faccio ministro, kribbio! Cuntènt? Dammi il cinque... inteso come mano!", che nel frattempo i tre avevano portato al portafoglio ma che , stupìti, dirottarono prontamente verso quella che veniva loro offerta.
Ognuno studiò la sua parte: chi si preparò sul come mandare ispettori nelle Procure, chi come apparire invisibile nei rapporti internazionali e l'ultimo, il più sfigato, sul come sfanculare i dipendenti pubblici.
Questa bella fiaba è andata avanti per tre anni senza che alcun cittadino si accorgesse di loro e del loro operato e tutto faceva prevedere un felice prosieguo di questa soporifera attività, quando il boss si accorse di aver commeso troppe ca**ate in un troppo breve periodo e, per sviare l'attenzione pubblica, si accanì proprio su di loro utilizzandoli nel giochetto delle tre carte (sapete, quello dove l'imbroglione manovra sotto i vostri occhi tre carte e voi non riuscite mai a capire dove minkia stà quella che avevate adocchiato).
Ed eccoveli qui, i tre tapini, ripresi nell'ultimo sorriso, poco prima di essere aggrediti dal frullatore nano.
giovedì 3 febbraio 2011
Foto da bungabunga
Appaiono le prime scabrose foto.
Inquattati in un ripostiglio e sorpresi da un flash indiscreto, due componenti del clan di Arcore si divertono come bambini.
Ancora con il cavalluccio... Renato, ma cresci almeno nei gusti!
Inquattati in un ripostiglio e sorpresi da un flash indiscreto, due componenti del clan di Arcore si divertono come bambini.
Ancora con il cavalluccio... Renato, ma cresci almeno nei gusti!
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| Gioco del cavalluccio per bambini 3-5 anni |
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