Avete notato come, quasi sempre, in una disputa si presenti qualcuno con evidente premura di sentenza che dopo un lungo e noioso preambolo autoreferente afferma con sfacciata sicurezza: "io sono super partes", cioè sono al di sopra dei contendenti, equanime e disinteressato.
Avrete anche notato che sistematicamente, a frode avvenuta, si scoprirà che la sua lingua sia sempre stata irrimediabilmente attorcigliata ai peli del culo del più forte dei contendenti.
Aò, a me, quando parla Schifani, viene sempre in mente questa casistica.
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